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Nel 1323 la città fu offerta al re d’Aragona

Nel 1323 la città fu offerta al re d'AragonaIl partito ghibellino strizzò ben presto l’occhio a Giacomo II, re d’Aragona (che, nel 1297, fu investito del titolo di re di Sardegna dal papa Bonifacio VIII), arrivando a sollevare la popolazione contro il podestà mandato da Genova. Nel 1323 fu offerta la città al re d’Aragona. Quasi contemporaneamente, truppe sassaresi marciarono al fianco degli Aragonesi contro Cagliari e Villa di Chiesa (Iglesias). Tuttavia, le limitazioni imposte dall’Infante Alfonso d’Aragona (che aveva provveduto a modificare gli Statuti comunali), fecero crescere il malcontento nella popolazione, che uccise il governatore della città.

Dopo un periodo di tensioni, a Sassari tornò la calma ma l’Infante Alfonso ordinò la costruzione delle mura attorno al centro abitato: lunghe oltre un miglio e mezzo, sarebbero tornate utili per fronteggiare gli assalti, a più riprese, degli eserciti del Giudicato d’Arborea e della famiglia genovese dei Doria, che già possedeva i territori di Bosa e Alghero.

In più di un’occasione dovettero intervenire i rinforzi mandati da Barcellona. Nel 1353, addirittura, si scomodò personalmente il re Pietro IV detto Il Cerimonioso, che vinse la battaglia di Porto Conte e prese possesso di Alghero. Sassari cadde nel 1369, sotto l’ennesimo attacco del Giudicato d’Arborea, ma gli Aragonesi la riconquistarono due anni più tardi. Gli assalti si susseguirono negli anni, sfiancando la popolazione e i soldati.