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Santu Giuanni e le foglie d’olivastro

Santu Giuanni e le foglie d'olivastroSino alla metà del Novecento, nel territorio di Gergei (Sarcidano), si riteneva che nella notte tra il 23 e il 24 giugno (durante il solstizio d’estate) accadessero fatti straordinari. La ricorrenza pagana affondava la sua tradizione nei secoli. Nella notte di Santu Giuanni (San Giovanni Battista) si accendevano numerosi falò nei quartieri del paese: bambini e adulti dovevano attraversarli con un balzo, saltando in coppia, per purificare l’anima.

Nello stesso fuoco si facevano bruciare le foglie di olivastro. Secondo la credenza popolare, questo rito consentiva di leggere il futuro: se i ramoscelli scoppiettavano, per esempio, si capiva che si sarebbe avverato il fidanzamento tra due giovani innamorati. All’alba del 24 giugno, invece, si coglievano erbe officinali da conservare per utilizzarle al momento del bisogno, durante tutto l’anno. Analoghi riti si svolgevano a Mandas, Escolca e in altri paesi del Sarcidano. Un po’ ovunque, per la festa dedicata a San Giovanni Battista, si stringevano indelebili legami di amicizia col rito propiziatorio “dei fiori”.