enfrit

Il Santuario di Sant’Anastasia, sorgente di acque curative

Il profondo rapporto del territorio con l’acqua è testimoniato dal santuario nuragico di Sant’Anastasia, che si trova nella cittadina di Sardara di fronte all’omonima chiesette tardo-gotica.

Il pozzo sacro risale al X sec. e sfrutta una sorgente di acque ritenute curative: sa mitzixedda. E’ formato da una camera circolare scavata con una scalinata di accesso e tholos in pietre basaltiche. Era chiamata fontana dei dolori perchè l’acqua era ritenuta salutifera e ultilizzata per curare i mali del corpo. Si trattava di un luogo di pellegrinaggio per malati e sofferenti, che rivolgevano le loro speranze alla divinità femminile delle acque.

Tholos del Pozzzo Sacro di Sant'Anastasia

Tholos del Pozzzo Sacro di Sant’Anastasia

Probabilmente all’esterno era presente anche un altare per la celebrazione dei riti religiosi, mentre all’interno della chiesa era presente un pozzetto votivo dove sono state rinvenute numerose offerte. Il culto era associato alla divinità maschile del toro, di cui è rimasta una protome rapresentativa: il principio femminile dell’acqua e quello maschile del toro erano infatti alla base dell’antica religione fertilistica.

Nell’area circostante sono presenti alcune capanne, in cui vennero rinvenuti numerosi oggetti di bronzo e lingotti di rame. Il villaggio fu abbandonato tra l’VIII e il VII sec. a.C. Non lontano dall’area archeolgica è stata ritrovata la sepoltura di un uomo nuragico del VIII sec.a.C. dove erano presenti due bellissimi bronzetti di arcieri.

Come arrivare

Si trova nella parte nord del paese di Sardara ed è ben segnalato dalle indicazioni all’interno dell’abitato. L’ingresso è a pagamento.

Foto: www.megalithic.co.uk