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“Sa morra”, memoria concentrazione e abilità con i numeri

Sa morra memoria concentrazione<br />e abilità con i numeriLa morra è un gioco popolare, ben noto già nell’antichità a Romani, Egiziani e Greci. La Sardegna non l’unica regione d’Italia in cui si gioca alla morra, tuttavia è certamente il territorio in cui questa tradizione risulta molto radicata. Questo gioco, che viene proposto anche sotto forma di regolari Campionati e tornei, vede il confronto tra due giocatori: ciascuno di essi mostra all’avversario il pugno, una o più dita della mano, dichiarando contemporaneamente un numero non superiore al 10 (che viene chiamato “morra”, appunto). Chi ha dichiarato il numero corrispondente alla somma delle dita stese da entrambi i contendenti, guadagna un punto. Le mani devono essere ben visibili sia ai giocatori che agli arbitri, e non è possibile cambiare il punteggio una volta che la mano è stata stesa. Vince la partita chi per primo totalizza il numero dei punti stabilito prima di dare inizio alla gara (in genere 16 o 21 punti). L’incontro prevede una partita, la rivincita e l’eventuale “bella” (cioè uno spareggio in caso di parità): per vincere l’incontro bisogna aggiudicarsi due partite su tre. Possono essere giocate partite tra due soli contendenti oppure tra due squadre, ciascuna formata da due giocatori: i primi due danno inizio alla partita; chi guadagna il punto sfida il secondo avversario, fino a quando è in grado di tenere la mano. Per giocare alla morra occorrono esperienza e grande concentrazione, soprattutto se ci si vuole misurare nei tornei più importanti: non è facile, infatti, prevedere quale punteggio sarà dato dalla somma delle due mani. Non esistono particolari limiti d’età, tant’è vero che negli ultimi anni non di rado si sono misurati con grande onore bambini e adulti, senza distinzione di sessi. I paesi della Sardegna in cui si disputano gare ufficiali di morra sono Bortigali, Gavoi, Lula, Ollolai, Oniferi, Seneghe e Urzulei. Tuttavia, in quasi tutti i paesi delle zone interne si gioca alla morra sin da bambini, proprio perché questo gioco fa parte della cultura sarda.

(vedi www.samurra.eu)