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Alghero, Iglesias … tanti appuntamenti per Pasqua

Alghero, Iglesias ... tanti appuntamenti per PasquaNella Nurra è particolarmente importante e partecipata la “Setmana Santa de l’Alguer” (la Settimana Santa di Alghero), una festa barocca celebrata nei vicoli stretti del centro storico catalano che, per l’occasione, è illuminato da lanterne coperte con teli rossi e dai ceri che sfilano nell’affollata processione del Venerdì notte. Il rito si ripete immutato da secoli e conserva l’impronta data dai primi coloni giunti nel XIV secolo da numerosi centri dell’attuale Catalogna.

Le processioni solenni, per tradizione, sono curate dai Jermans Blancs della Confraternita della Misericordia. Le Confrarìas di incappucciati, che arrivano da tutta la Catalogna per rendere omaggio al Cristo di Alicante, sfilano vestendo rigorosamente i costumi d’epoca. Consegnato nel 1606 ad Alghero dal naufragio del veliero Santa Maria di Montenero, il Cristo è un opera lignea dalle braccia mobili di squisita fattura spagnola, della fine del Cinquecento. Il simulacro è il protagonista della sacra rappresentazione del “desclavament”, il “discendimento” dalla Croce del Venerdì Santo che si celebra nella cattedrale di Santa Maria. Le antiche cronache cittadine e i documenti dell’epoca raccontano che il 18 gennaio 1606 il veliero Santa Maria di Montenero salpò dal porto spagnolo di Alicante, veleggiando verso Genova. Non arrivò mai a destinazione: in vista del golfo di Porto Conte, fu affondato dalle onde provocate da un fortunale. Della tanta merce stivata, fu recuperata la cassa che trasportava il crocifisso, il quale fu consegnato al convento di Santa Maria della Pietà. Quando i Frati Osservanti lasciarono il convento, portarono la statua prima nella chiesetta di Santa Barbara, poi nella chiesa della Misericordia, dove ha sede la Confraternita. Nel 1855 gli Osservanti lasciarono Alghero e affidarono il simulacro ai Confratelli, che continuano a venerarlo e a proteggerlo.

Pasqua in Sardegna

Pasqua in Sardegna

Iglesias (Sulcis-Iglesiente) ripete le tradizionali processioni (diurne e notturne) sin dal lontano Seicento: i turisti accorrono nel centro minerario da tutta l’Europa. Il martedì c’è la processione dei Misteri, il mercoledì quella dell’Addolorata. La processione del Monte (detta anche del Calvario, è organizzata dall’Arciconfraternita della Pietà del Santo Monte) parte dalla chiesa di San Michele, la mattina del Venerdì Santo, e attraversa il centro storico. Tra le figure simboliche ci sono “is baballottis”: i bambini, indossando l’antico abito dei flagellanti, imitano i membri dell’Arciconfraternita e portano sulle spalle una piccola croce. Di grande intensità il momento dell’Incontro tra il Cristo e la Madonna. Anche la processione del Descenso parte dalla chiesa di San Michele, dopo la deposizione del Cristo dalla croce, il venerdì sera. I riti sono di chiara impronta spagnola, come in gran parte dell’Isola.

Il Venerdì Santo è uno dei momenti di grande partecipazione popolare anche a Teulada, con Su Scravamentu (la deposizione del Cristo) nella chiesa di Nostra Signora del Carmelo. La sera, i simulacri del Cristo e della Vergine Addolorata vengono portati in processione per le vie del paese e la folla li segue camminando a piedi nudi, in segno di penitenza. Anche a Calasetta e a Portoscuso l’evento è particolarmente sentito, seppure in tono minore rispetto a Iglesias, Teulada e altri centri dell’Isola.

Appuntamenti per pasqua in Sardegna

Appuntamenti per pasqua in Sardegna

Santu Lussurgiu (Montiferru) è un centro di grandi tradizioni religiose, al punto che conta un elevato numero di associazioni e movimenti cattolici (tra cui l’Arciconfraternita del Gonfalone e tre Confraternite) che contribuiscono alla buona riuscita degli eventi legati al culto, anche grazie al lungo periodo di preparazione che precede innanzi tutto l’attesa Settimana Santa. Il paese di Santu Lussurgiu offre alcuni dei più suggestivi riti tra i tanti proposti in Sardegna, dalla Domenica delle Palme al giorno di Pasquetta. Il Giovedì Santo ha luogo S’Incravamentu (cioè della crocifissione di Gesù Cristo), preceduto dalla rappresentazione dell’Ultima Cena di Gesù con i dodici Apostoli. Il Venerdì Santo avviene S’Iscravamentu, cioè la deposizione del Cristo dalla croce. La domenica di Pasqua la grande festa, con S’Incontru tra il Cristo risorto e la Madonna. L’esibizione di alcuni cori locali (in tutto sono cinque: Su Cuncordu ‘e su Rosariu, Su Cuncordu Lussurzesu, Santa Rughe, Don Bosco e Sette Dolores) rende ancor più coinvolgente sotto il profilo emotivo le fasi della Settimana Santa.

La domenica di Pasqua, a Meana Sardo (Barbagie), si vive con grande partecipazione il rito de S’Incontru tra il simulacro del Cristo e quello della Madonna. A Pasquetta, i fedeli si ritrovano a festeggiare il Lunedì dell’Angelo nella chiesa campestre di San Lussorio: dopo la Messa si organizza un grande banchetto, cui seguono i balli tradizionali.

Ad Ardaùli (Barigadu) la festa diventa ancora più grande il Lunedì dell’Angelo, quando la popolazione locale si riversa nella chiesa campestre di San Quirico, vicino al lago Omodeo, per festeggiare il Santo nel primo dei tre eventi religiosi a lui dedicati (gli altri sono in programma a luglio e agosto).

Tra i centri delle Baronìe che propongono i riti più partecipati nel periodo pasquale, citiamo Galtellì.

Bosa è una delle località del Marghine-Planargia in cui i riti della Settimana Santa sono particolarmente partecipati dalla popolazione.