Templi

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templiIn Sardegna esistono numerosi templi, edifici costruiti per essere destinati ad attività inerenti la sfera del sacro.
Si iniziò a costruirli in età nuragica, quando, oltre ai numerosi nuraghi, vennero edificati fonti sacre, templi a pozzo e templi a megaron, di pianta quadrangolare.
La presenza tanto cospicua in Sardegna di fonti sacre e templi a pozzo è da associarsi al culto delle acque che pare sia stato portato in Sardegna, nell’età del Bronzo, dagli Shardana, popolo di navigatori.
Inizialmente, per il culto delle acque, venivano utilizzate le fonti sacre, mentre in seguito vennero realizzati, in corrispondenza delle stesse fonti, i templi a pozzo, detti anche pozzi sacri, capaci di trovare l’acqua anche a grande profondità. I pozzi sono spesso sormontati da un piccolo edificio con copertura a tholos, la stessa struttura utilizzata nei nuraghi, o a volte da un vero e proprio piccolo nuraghe.
Alcuni templi, quelli più importanti e dedicati alle divinità oggetto di maggiore venerazione, funsero da poli attrattivi e diedero origine a villaggi che si svilupparono intorno ai santuari richiamando gruppi di persone da tutto il circondario.

Nel sito di Gremanu l’unico esempio noto di acquedotto nuragico

Nel sito di Gremanu l’unico esempio noto  di acquedotto nuragico

Credits: www.wikimapia.org

Nel territorio di Fonni ci sono i resti del complesso di Gremanu: si tratta di un villaggio di capanne e di edifici nuragici sacri (probabilmente dedicati al culto delle acque), all’interno di un grande recinto chiamato Tèmenos. Di particolare interesse è il tempio a megaron. Poco distante, in corrispondenza di una fonte, sono presenti (…)