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Area archeologica di Monte Sirai

L’insediamento sorge a pochi chilometri dalla costa, su un altopiano a 191 metri s.l.m. È situato in posizione strategica in quanto da quassù la visuale spazia dal bacino minerario dell’Iglesiente alle valle del Cixerri, raccordo tra il Sulcis e le pianure Campidano.
Sebbene i reperti archeologici più importanti siano d’epoca fenicia, va sottolineato che l’area di Monte Sirai fu abitata sin dal Neolitico e durante l’età nuragica, come testimoniato da diverse torri nuragiche e domus de janas. Il centro urbano di Monte Sirai è stato fondato dai Fenici, forse di Sulky o di Portoscuso, e risulta stabilmente abitato a partire dal 730 a. C..
L’insediamento è sorto in un’area ricca di risorse minerarie e vicino a numerosi insediamenti nuragici. Del periodo fenicio che va dall’VIII al VI secolo a.C. sono rinvenuti reperti sia abitativi sia funerari. Le abitazioni sono su quattro isolati disposti in lunghezza. Erano formate da più vani posti attorno ad una corte centrale. È stato rinvenuto un santuario dedicato alla dea Astarte, la cui statua si trova al Museo Archeologico di Cagliari, edificato su precedenti strutture nuragiche.
Nell’area della necropoli si trovano numerose sepolture ad incinerazione e inumazioni. Vi sono tracce tangibili della successiva dominazione punica. Si trovano mutamenti nelle tipologie tombali, dove fu introdotta la pratica dell’inumazione in sepolcri ipogei con un “dromos” (corridoio) d’accesso più corto. Nel settore abitativo sono state riscontrate invece tracce di distruzione e, pertanto, di sensibile ridimensionamento dell’insediamento. Nel IV e III se. a. C. si assiste all’istallazione di fortificazioni, alla creazione del “tofet” e alla rivitalizzazione di aree urbane in precedenza abbandonate.
Con l’invazione romana il sito fu definitivamente abbandanato (fine II sec. a. C.).

Come arrivare

Il sito si raggiunge dalla SS 126 in direzione di Sant’Antioco. Proseguendo oltre lo svincolo per Carbonia, al km 17 si svolta a destra e si seguono le indicazioni.

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