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Decine di traccie del culto pagano dei padri della Sardegna

Decine di traccie del culto pagano dei padri della SardegnaAnglona

Non lontano dalla celebre roccia dell’Elefante (Castelsardo) trovate il pozzo nuragico Pedra Sciolta, nel quale migliaia di anni fa veniva celebrato il culto delle acque.

Nelle campagne di Perfugas è possibile visitare il pozzo sacro di Predio Canopoli e la fonte Niedda, dove veniva praticato il culto delle acque.

Nel territorio di Nulvi, accanto al nuraghe Irru, trovate l’omonimo pozzo sacro risalente al periodo nuragico.

All’ingresso di Pèrfugas, paese che sorge in una zona ricca di siti archeologici (in parte da scoprire del tutto), potete ammirare un tempio nuragico a pozzo, in ottimo stato di conservazione: costruito nell’Età del Ferro, mostra un altare, alcuni sedili di pietra e una scala che conduce al pozzo dove scorre l’acqua.

Barigadu

Sul Monte Onnariu, considerato luogo sacro sin dalla preistoria, sono stati rinvenuti i resti di un tempio romano dedicato a Giove. Risale al I secolo a.C. e, sino ad oggi, è l’unico esistente in Sardegna dedicato a tale divinità. Sulla collina che domina Bidonì sono venute alla luce testimonianze di grande rilievo che hanno contribuito a chiarire ad archeologi e storici alcuni aspetti della presenza dei Romani nell’Isola.

Nel territorio di Sedilo merita una visita la fonte sacra di Puntan’Arcu.

Baronìe

La grotta Su Santuariu (Lòculi), come si intuisce dal nome stesso, è stata un luogo di culto sin dall’epoca nuragica.

Campidano

Poco distante dalle terme di Santa Maria Acquas, all’ingresso di Sardara, c’è il santuario nuragico di Santa Anastasia con un tempio a pozzo che risale al periodo tra il IX e l’VIII secolo a.C.: è possibile abbinare la visita al Civico Museo archeologico “Villa Abbas”.

Gallura

A pochi chilometri da Olbia, lungo la strada che conduce a Golfo Aranci, trovate il pozzo sacro di Sa Testa, costruito in epoca nuragica e situato in un’area adibita a cerimonie religiose. Una scalinata conduce ad una camera sotterranea con copertura “a tholos”.

Vicino alla stazione ferroviaria di Golfo Aranci (questa località deve il nome ai numerosi granchi che popolano questo tratto di costa) visitate il pozzo sacro di Milis: la volta della scalinata che conduce alla camera sotterranea è stata scolpita nella roccia, formando una scala rovesciata.

 Marghine-Planargia

A Silanus, nell’area di Santa Sabina, c’è un pozzo sacro a tholos. In un’ora è possibile visitare anche il nuraghe e la chiesa di Santa Sabina.

Monte Acuto-Goceano

Nelle campagne alla periferia di Oschiri, di fronte alla chiesa di Santo Stefano (XVI secolo), è presente un altare in pietra costruito in epoca bizantina: si tratta di un luogo di culto che, probabilmente, era noto già prima dell’avvento di Cristo e poi adattato alla nuova religione. Nella roccia sono stati scolpiti numerosi incavi di varie forme, nei quali probabilmente venivano deposte le offerte dei fedeli.

Menhir - Macomer

Menhir – Macomer

Montiferru

Nel complesso nuragico di Santa Cristina (Paulilàtino) è possibile visitare uno dei più importanti templi a pozzo tra i quaranta presenti in Sardegna. Il basalto, levigato e squadrato perfettamente, è la pietra usata tremila anni fa per costruire le pareti e gli scalini che conducono al vestibolo dove si praticava il culto delle acque. La fonte sacra è situata sul fondo del pozzo e, ogni 18 anni, viene illuminata dalla luna piena nelle lunghe notti invernali.

Ogliastra

Villagrande Strisàili vanta uno dei siti sacri più importanti della civiltà nuragica: a S’Arcu ‘e Forros è possibile visitare due templi a pozzo e un tempio “a megaron”.

Nel territorio di Cardedu è possibile visitare il pozzo sacro di Presoneddu, nel quale migliaia di anni orsono veniva praticato il culto delle acque.

Sarrabus

Ballao è un piccolo centro lambìto dal Flumendosa, uno dei fiumi più importanti della Sardegna. Nel suo territorio sono state ritrovate tracce delle civiltà nuragica, punica e romana. C’è chi ipotizza che proprio i Romani lo impiegassero come avamposto fortificato a difesa delle scorrerie dei popoli del confinante Gerrei. Di grande interesse il tempio nuragico a pozzo (con una copertura a tholos) di Funtana Coberta, a pochi chilometri dal paese: i sacerdoti vi attingevano l’acqua per i riti sacri dedicati alla dea Madre.

Merita una visita il pozzo sacro di Is Pirois, nelle campagne di Villaputzu: una ripida e stretta scalinata conduce direttamente all’imboccatura della vena d’acqua, dove la gente dei villaggi vicini faceva le abluzioni.

Sulcis-Iglesiente

A poca distanza da Domus de Maria (paese fondato nel Settecento dagli Scolopi), durante la dominazione dei Fenici fu costruito un importante approdo navale a ridosso del grande stagno situato nei pressi della torre di Chia. Lo scalo prese il nome di Bithia, ma di esso purtroppo non restano molte tracce: soltanto piccole porzioni del tempio dedicato a Bes (restaurato sotto l’imperatore romano Marco Aurelio), di alcune mura e di qualche abitazione.

A Nora ci sono i resti dei templi dedicati a Tanit ed Esculapio.

Sul Monte Sirai, a Carbonia, è consigliata la visita al tempio dedicato alla dea Astante. In un pilastro è scolpito il simbolo della dea Tanit capovolto, a rappresentare la discesa nel regno dei morti.

Sui monti che dominano Domusnovas, a quota 700 metri, troviamo i ruderi del santuario di Matzanni. Accanto al tempio eretto dai Punici tra il IV e il III secolo a.C., troviamo un villaggio nuragico e tre templi a pozzo risalenti al VII secolo a.C.

A Nuxis, in località Tattinu, c’è un pozzo nuragico costruito in un’area destinata al culto delle acque.

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