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Le antiche concerie, monumento nazionale dal 1989

Bosa antiche concerie

Bosa antiche concerie

Le antiche concerie di Bosa, chiamate in sardo san conzas, sono state dichiarate monumento nazionale nel 1989 e rappresentano un importante esempio di architettura industriale in Sardegna. Si trovano sulla sponda sinistra del fiume Temo e sono particolarmente care ai bosani.

Si tratta di una schiera di edifici a due piani con tetto a doppio spiovente e grandi finestroni e vennero costruite nell’ Ottocento vicino al fiume per garantire l’approvviggionamento idrico necessario alla lavorazione delle pelli; originariamente erano distanti dall’abitato per evitare che i cattivi odori disturbassero gli abitanti del centro.

Richiamano le abitazioni cittadine per l’uso della trachite rossa nelle cornici delle porte e delle finestre. Alla semplicità dell’esterno si contrappone l’organizzazione funzionale degli interni collegati da scale e dotati di copertura lignea; solitamente il piano inferiore ospitava le vasche nelle quali venivano immerse le pelli e il piano superiore era dedicato alle operazioni di finitura. L’ultima conceria venne chiusa a metà del Novecento e si pensa che la tradizione conciaria del territorio risalisse addirittura ai romani.

I prodotti venivano esportati su tutto il territorio nazionale ed erano molto apprezzati; tra questi è da ricordare la vacchetta utilizzata nella legatoria libraria. Sas Conzas rappresentano dunque un capitolo importante della storia economica e sociale del paese e vengono utilizzate oggi sopratutto come centri culturali. In una delle concerie è stato allestito un piccolo Museo delle Conce, con fotografie e antichi macchinari al piano superiore e sala cinematografica e mostre al piano inferiore.
Sono visibili e facilmente raggiungibili dal centro di Bosa.

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