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Il castello di Monreale, al confine tra due regni

Il castello di Monreale

Il castello di Monreale

Il castello di Monreale era situato al confine tra il regno di Arborea e il regno di Cagliari e faceva parte della linea difensiva che comprendeva anche il castello di Marmilla e di Arcuentu.

Secondo alcuni venne fatto costruire dai Giudici di Arborea, altri pensano invece che sia opera dell’architetto Giovanni Capula, che realizzò anche le fortificazioni cagliaritane.

E’ citato in un documento del 1309 che lo indica come donazione del re d’Aragona ai sovrani di Arborea. Gioco’ un ruolo fondamentale nelle lotte contro la conquista aragonese: l’esercito sardo per esempio trovò rifugio all’interno delle sue mura dopo la rovinosa battaglia di Sanluri, che consegnò definitivamente l’Isola agli stranieri.

La sua funzione comunque non era solo militare, ma anche residenziale, come dimostrano vari testi documentari. Nel XV sec. divenne proprietà dei marchesi di Quirra e successivamente perse il suo ruolo strategico e venne abbandonato.

Era costruito su tre piani uniti da scale, mentre le cortine sono di pietrame di media grandezza. Il corpo centrale era completamente circondato da mura difensive dotate di ben otto torri e all’interno, nel lato Sud, erano presenti pozzi e cisterne che garantivano l’acqua agli abitanti. Attorno al castello vero e proprio, che sorge sulla sommità di una collina, si sviluppò un borgo sottostante attorno alla chiesetta di San Michele, il santo guerriero a cui si ispiravano i soldati. Attorno al castello sono fiorite col tempo storie e leggende di vario genere: la più famosa è quella della musca macedda, una terribile mosca che proteggerebbe il tesoro del castellano, nascosto in un cunicolo segreto sotto l’edificio.

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