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Curiosando tra i paesi mille cose da vedere nei centri storici sardi

Curiosando tra i paesi mille cose da vedere nei centri storici sardiVisitando alcuni dei 377 Comuni della Sardegna, avrete modo di stupirvi della ricchezza di proposte anche sotto il profilo monumentale e architettonico. Nell’interessante centro storico di Castelsardo (Anglona) meritano una visita la Loggia comunale (dove oggi ha sede il municipio, un tempo c’erano gli uffici della dogana e i locali adibiti a deposito merci) e il palazzo appartenuto a Nicolò Doria, oggi abitato da privati (è uno dei più imponenti della cittadina e, tra le sue caratteristiche, vanta una meridiana posta nella facciata volta alla piazzetta del Popolo). Risale al periodo a cavallo tra il XIII e il XIV secolo il Campanile, che in origine era una torre-faro che dava le coordinate di riferimento ai naviganti: costruito in trachite, ha una cupola ricoperta di maioliche policrome, aggiunte nel Seicento.

Barbagie

Il centro storico di Meana Sardo ha conservato quasi intatto il suo fascino, come d’altronde altri paesi delle Barbagie, grazie alla presenza di case antiche che mostrano lo stile di vita e gli arredi dell’Ottocento. Alcune di esse risalgono addirittura al periodo della dominazione aragonese, i cui segni sono visibili anche nelle chiese.

Barigadu

A Fordongianus c’è una bella testimonianza dell’architettura importata sotto la dominazione degli Aragonesi, dopo il periodo d’oro del Giudicato di Arborea. Nel centro del paese, infatti, è possibile visitare la Casa Aragonese, abitazione signorile risalente alla fine del XVI secolo. Costruita con la trachite rossa, pietra che abbonda nelle cave presenti nel territorio, la Casa mostra negli infissi elementi decorativi in stile gotico-aragonese. Fu abitata sino al 1978, anno in cui la famiglia Sanna di Ghilarza cedette l’immobile al Comune di Fordongianus: poco dopo iniziarono i lavori di restauro degli undici ambienti e del loggiato che caratterizzano la Casa Aragonese.

Baronìe

Passeggiando nel centro storico di Orosei (Baronìe) è possibile ammirare una torre pisana, le prigioni utilizzate nel periodo medievale e alcune case appartenute a famiglie facoltose nel XIX secolo: alcune palazzine sono visitabili in occasione degli eventi culturali organizzati nel corso dell’anno.

Il centro storico di Posada conserva tanti esempi di case costruite nei secoli passati. Arroccato sul monte, il paese si anima in occasione delle tradizionali feste e sagre, per esempio quella dedicata alla Madonna del Soccorso.

Gallura

Buona parte delle località della Gallura, a cominciare da Tempio Pausania, è caratterizzata dall’utilizzo del granito (la pietra gallurese per eccellenza) nell’arredo urbano. Le case, ma anche la pavimentazione stradale e spesso gli edifici pubblici, nella maggior parte dei casi sono state costruite con l’impiego del granito estratto in tutta la regione.

Il corso Umberto I è il salotto di Olbia: conduce nella parte ottocentesca della città, dove sono presenti numerosi palazzi di pregio.

Piazza Gallura è il cuore pulsante di Tempio Pausania, dove si affaccia anche il palazzo municipale del XIX secolo.

Gerrei
Ozieri

Ozieri

Ad Armungia risultano di grande interesse architettonico le antiche case costruite in pietra di scisto.

Logudoro-Meilogu

A Ozieri è di un certo interesse la fonte Grixoni, fatta costruire nel 1882 da un nobile locale che volle regalarla ai concittadini. Sullo stesso sito esisteva sin dal 1594 una fontana che approvvigionava d’acqua il paese.

Mandrolisai

Il centro storico di Atzara, come d’altronde buona parte dei paesi del Mandrolisai, presenta ancora oggi case antiche che mostrano lo stile di vita e gli arredi dell’Ottocento. Alcune di esse risalgono addirittura al periodo della dominazione aragonese, i cui segni sono visibili anche nelle chiese.

Marghine-Planargia

Il centro storico di Bosa è ricco di palazzine storiche, come Casa Delitala-Scarpa. Si tratta di un edificio del XVII secolo, restaurato di recente: bello il suo interno, belli i suoi portici che si affacciano sulla piazza Costituzione, di fronte a una fontana del XIX secolo. Molto interessante anche Casa Deriu, trasformata in un museo.

Marmilla

Ad Ales c’è una piazza dedicata al suo più illustre figlio: lo scrittore e pensatore Antonio Gramsci. Nel 1977, in occasione del quarantennale della sua morte, l’architetto Giò Pomodoro realizzò quest’opera con l’aiuto di alcuni scalpellini locali, sfruttando diversi tipi di pietra (basalto, calcare e pietra bianca di Trani). Numerosi i simboli raffiguranti il tempo e lo spazio, ma anche elementi della civiltà agropastorale.

A Barumini, centro agricolo, spicca il palazzo della famiglia Zapata. Ad Azzor Zapata, alcaide del Castello e della Città di Cagliari, nella prima metà del Cinquecento il feudatario Pietro di Rocalberti (con il consenso del re spagnolo Carlo V) vendette la baronìa che comprendeva le “ville” di Barumini, Las Plassas e Villanovafranca. Nell’edificio spiccano le inconsuete decorazioni delle finestre. Annesso al palazzo c’è il complesso nuragico denominato Su Nuraxi ‘e Cresia, in quanto poco distante è situata la chiesa della Beata Vergine Immacolata: il nuraghe fu scoperto durante alcuni scavi. La famiglia Zapata finanziò la costruzione della chiesa di San Francesco e del Convento dei Cappuccini, che meritano una visita.

A Siddi merita una visita la Casa Steri, nel cuore del paese. Tipica costruzione “a corte”, secondo la tradizione diffusa nel Campidano, mostra la suddivisione degli ambienti (quelli abitativi e quelli adibiti al lavoro, per esempio alla trasformazione dei prodotti agropastorali o al ricovero degli animali) e delle “lolle”. La Casa Steri ospita il Museo delle tradizioni agroalimentari della Sardegna.

Il centro storico di Baradili, ristrutturato di recente, propone alcuni edifici antichi molto interessanti sotto il profilo architettonico. Tra questi, segnaliamo Casa Lavra e Casa Usai.

Il centro storico di Villanovafranca mostra le caratteristiche case in pietra, dotate di portali in legno di pregevole fattura.

Montiferru

Il centro storico di Santu Lussurgiu merita una visita, in quanto è possibile ammirare numerose case antiche ancora in buone condizioni, grazie ai lavori di recupero del tessuto urbano avviati negli ultimi anni. Un pezzo di storia della Sardegna, a cavallo tra l’Ottocento e il secolo scorso. Numerosi i laboratori artigiani ancora in attività, senza contare che alcune case di ricchi possidenti oggi sono state trasformate in luoghi di accoglienza e ristoro (albergo diffuso, bed and breakfast, ristoranti), rispettando la tipologia delle strutture.

Nuorese

Nella centrale piazza dedicata allo scrittore Sebastiano Satta, a Nuoro, potete ammirare alcune opere di granito realizzate dallo scultore sardo Costantino Nivola. La piazza è resa ancor più luminosa dal colore bianco delle palazzine che vi si affacciano.

Ogliastra

Grazie all’abilità di Maria Lai, una delle più note artiste sarde, il vecchio lavatoio di Ulassai è stato trasformato in una sorta di monumento alle donne, che in quel punto (come d’altronde accadeva in molti paesi sino a pochi decenni fa) si ritrovavano per lavare indumenti e biancheria e discorrere tra di loro.

Il centro storico di Talana conserva numerosi esempi di case interamente costruite con il granito, una delle rocce più diffuse in Sardegna.

Sarcidano

A Laconi il palazzo neoclassico della famiglia nobile Aymerich, costruito nel 1846, spicca decisamente rispetto alle case dell’abitato: è la casa nobiliare più elegante presente in Sardegna. Gli Aymerich possedevano gran parte dei terreni dell’agro di Laconi.

Sulcis-Iglesiente

A Villacidro (Sulcis-Iglesiente), cittadina nota per aver dato i natali allo scrittore Giuseppe Dessì (celebre il suo libro “Paese d’ombre”, che nel 1972 gli valse il Premio Strega), fermatevi al lavatoio pubblico, diventato una sorta di emblema della città: fu costruito in ferro e ghisa e, sino a pochi decenni fa, le donne di Villacidro si davano appuntamento lì per lavare i panni e ritrovarsi.

Nel territorio di Sarroch merita una visita la Villa d’Orri, che risale al XVI secolo ed è riccamente arredata. Appartenne alla famiglia nobile dei marchesi di Villahermosa e ospitò prestigiose personalità, tra le quali i sovrani del Regno di Savoia.

Trexenta

Casa Ruda, a Suelli, è un eccellente esempio di antica dimora di famiglia nobile conservata in ottime condizioni e destinata ad accogliere eventi di varia natura, come banchetti, convegni e mostre.

La fonte medievale del Parco Acquabona, a Mandas, è uno dei principali punti di ristoro in mezzo al verde nel centro del paese. Meritano una visita anche il convento di San Francesco, che il Duca di Mandas fece costruire nel 1610, e le case delle famiglie nobili dei Sanjust, dei Santa Cruz e dei Gessa.

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